Allevare Dafnie
Nome: Dafnia
Classe: Crostacei
Ordine: Cladocera
Famiglia: Daphniidae
È sicuramente l’alimento naturale più antico, utilizzato dai pionieri dell’acquariologia quando ancora non esistevano mangimi in fiocchi, granuli, ecc.
In passato, in Italia, trovare le dafnie era molto più semplice. Infatti, dove c’era acqua ferma, in particolare nelle “macere della canapa”, era possibile trovarne in grandi quantità. Le dafnie si nutrivano di un po’ di tutto: alghe unicellulari, batteri, piccolissime sostanze in sospensione, insomma tutto ciò che era alla portata della loro bocca. Ora, con la diminuzione dei corsi d’acqua e l’inquinamento, trovare le dafnie in natura è diventato molto più difficile, proprio perché sono molto sensibili all’inquinamento e ai cambiamenti bruschi.
L’acqua da utilizzare per l’allevamento dev’essere pulita, quindi è sconsigliato usare acqua di rubinetto, poiché contiene cloro e metalli pesanti. Si può usare l’acqua dei cambi dell’acquario perché è già “matura”, oppure lasciare l’acqua all’aperto per qualche settimana, così da permettere la formazione di alghe unicellulari, batteri e piccole sostanze in sospensione, insomma tutto ciò che è alla portata della bocca delle dafnie, dato che si nutrono filtrando l’acqua.
Per alimentarle, possiamo usare diversi metodi: lasciare l’acqua al sole per favorire la crescita delle alghe, oppure utilizzare lievito di birra fresco o in polvere, aggiungendone quanto basta per rendere l’acqua leggermente opaca. Una volta che l’acqua torna limpida, si aggiunge altro lievito e così via. Si può anche usare la spirulina (in vendita nei negozi), un po’ di latte, il liquido contenuto nelle buste delle mozzarelle, insalata, crusca, carote, fegato o liofilizzati di carne (quelli usati per i bambini). Ognuno di questi alimenti va somministrato in piccole dosi per evitare l’inquinamento dell’acqua, oppure si può anche non aggiungere nulla, poiché l’acqua ferma tende a produrre abbondanti alghe. Tuttavia, essendo cibo vivo, il valore nutritivo delle dafnie cambia in base all’alimentazione ricevuta. Personalmente, per ottenere dafnie veramente nutrienti, consiglio di alimentarle con alghe unicellulari e rotiferi (anch’essi facili da ottenere e allevare) oppure, in alternativa, con il lievito di birra. Se le dafnie sono ben nutrite, assumeranno un colore molto scuro, e il tubo digerente mostrerà diverse colorazioni a seconda dell’alimentazione.
Somministrare le dafnie ai nostri pesci è facilissimo. Le dafnie tendono a restare lungo i lati del secchio, quindi basta avvicinarsi con una siringa da 60 ml con ago grosso da catetere, aspirarle e passarle in un colino fitto (di quelli da cucina in plastica), in modo che l’acqua delle dafnie torni nel secchio insieme alle dafnie più piccole, evitando così che finiscano nell’acquario dei pesci.
Le dafnie nascono sempre femmine e iniziano a produrre uova dopo pochi giorni.
Per avere molte dafnie, conviene mantenere almeno 3 o più colture. In questo modo, se una coltura dovesse collassare a causa di un errore nel dosaggio del cibo o per qualche altro motivo che ne causa la morte improvvisa, avremo altre colture di dafnie per ripartire. È importante evitare che qualcosa di nocivo cada nell’acqua (non utilizzare mai concimi per far crescere le alghe).
La dafnia è trasparente, ha un solo occhio e, attraverso il suo corpo, si può addirittura vedere il cuore battere, insieme all’intestino, che cambia colore a seconda di cosa mangia. È possibile vedere anche le uova che porta all’interno del corpo: queste si schiuderanno già in forma di dafnie femmine.
L’allevamento in casa è abbastanza facile, richiede solo attenzione al quantitativo di mangime somministrato. È meglio somministrare piccole dosi ogni volta che l’acqua della coltura torna limpida, evitando di aggiungere cibo se l’acqua è ancora torbida.
Le dafnie si riproducono in gran numero in primavera e autunno, quando le condizioni climatiche sono favorevoli. Tuttavia, se il clima diventa sfavorevole, potrebbero morire tutte, ma prima di morire depongono uova sul fondo che possono resistere sia al gelo sia a temperature molto elevate. Le uova si schiuderanno quando le condizioni climatiche torneranno ad essere favorevoli (ma basta mantenere una coltura in casa per evitare rischi).
Guida redatta da marte82 e impaginata da Ferrara Marco
si ringrazia per la collaborazione e il materiale fornito(testi e video) roberz

Dal lontano 1978 coltivo la passione per l’acquariofilia e dal 2005 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.
Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.
Ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell’aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno…….
