Vasca Di Giuseppe De Rito
Vasca Di Giuseppe De Rito : Nasco acquariofilo nel 2000 quando in visita ad un centro giardinaggio della provincia di Bergamo mi imbatto in un betta, non uno qualunque, un betta splendens da esposizione che lasciava senza fiato tutti i presenti.
È stato amore a prima vista e da quel momento un escalation.
Acquisto una vaschetta da 20 litri inserendo il betta che non ero riuscito a lasciare in negozio
Nel giro di qualche mese passo ad un acquario Juwell 180 per poi arrivare dopo qualche anno all’attuale da 350 litri circa di costruzione artigianale aperto con vetro frontale stondato per una visione ottimale anche da diverse angolazioni.
Con quest’ultimo, mi evolvo passando al marino.
Sono stati 5 anni di impegno assoluto e intenso che mi ha regalato immense soddisfazioni e cocenti delusioni dovute esclusivamente ad errori iniziali di gestione e conduzione.
Il metodo che poi mi ha dato le maggiori soddisfazioni è stato un DSB puro, senza filtro, con la sump dedicata a vasca di refugium. Ciò ha dato come risultato dei pesci in perfetta forma, coralli duri ottimamente estroflessi dai colori spettacolari e in crescita continua tanto da dover taleare con frequenza quasi come fosse un giardino fiorito, una vastità coralli duri SPs, LPS,molli e Spugne spettacolari tanto che il mio negoziante ogni volta che andavo a fargli visita voleva vedere le foto della mia barriera.
Di quel periodo mi rimane soltanto una foto che non rende giustizia alla spettacolarità dei colori dei coralli
Che tempi.
Ometto di ricordare il tragico momento in cui tutto è finito. Il solo pensiero mi fa male ancora adesso.
Un disastro. Una catastrofe.Una tragedia.
Dopo diversi anni di “fermo” a causa della cocente delusione dovuta allo stop forzato del mio acquario marino, ritorno e mi getto nella mischia.
Durante le festività natalizie 2019 riscatta la scintilla, decido di ripartire. La vasca è sempre lei, di ritorno dall’esperienza precedente, ma questa volta riconvertita a “dolce” con ispirazioni e presunzioni da “Biotopo amazzonico”.
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Comincio a progettare e immaginare; desidero costruire una vasca tematica d’indirizzo amazzonico tipo Rio Negro e/o suoi affluenti, con l’obbiettivo dichiarato d’inserire, con i tempi giusti e le condizioni ottimali , dei fantastici Discus di origine wild.
La vasca, vuota da diversi anni, esige una ri-siliconatura totale che mi impegna per almeno una settimana.
Per questa operazione mi sono servito di silicone nero Dow Corning 881 il migliore in assoluto per questo tipo di sigillature.
Voglio uno sfondo, che sia il più realista possibile, costruito con materiale adatto e che, con il passare del tempo, non inquini l’acqua e non ne alteri i valori chimici.
Abbandono da subito l’idea del fai da te, voglio qualcosa di inarrivabile bello e reale.
Mi informo, cerco, ricerco, navigo, contatto, scrivo e alla fine mi imbatto nell’azienda “aquadecor” che costruisce sfondi e accessori in materiale neutro e flessibile dall’aspetto cosi naturale da lasciare senza parole.
Per farla breve dopo un mese circa ne vengo in possesso.
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il giorno 28/29 febbraio, fissato al vetro, con non poca fatica in verità, lo sfondo amazzonico si comincia velocemente la fase di riempimento e di allestimento.
Il resto è storia e maturazione.
Alcuni dati
La vasca Di Giuseppe De Rito:
Artigianale aperta da 120x55x55 cm, spessore vetri extra chiari da 10 mm, nessun tirante, filtro interno centrale con pareti oscurate da 50 x 15 x 55, una sump compartimentata di circa 50 lt posizionata nella parte inferiore del mobile auto-costruito dallo scrivente.
Arredi e fondo :
Sul vetro posteriore e sul lato destro uno sfondo amazzonico in 3D dell’azienda Aquadecor.
40 kg di sabbia in quarzite per filtri da piscina colore beige, completamente inerte di granulometria 04/06 mm. 8 kg di Haquoss Amazon base, 6 kg di probidio aqua terra plus con batteri della stessa casa per l’innesco della filtrazione del fondo.
Legni e radici di diverse grandezze e spessore raccolti lungo le sponde del Serio (BG).
Foglie di noce, betulla e mandorlo indiano in quest’ordine e in funzione della quantità di ognuna di esse, recuperate in internet da rivenditori ufficiali e privati.
Foglie essiccate di Chamadorea, detta anche palma minore.
Piante:
Pothos, Spathiphyllum, Acuba japonica, chlorophytum bichetii sono le piante emerse ma con le radici ben piantate in acqua, lemna minor ed Echinodorus Bleheri chiudono il cerchio del verde; all’inizio non volevo mettere piante ma poi ho considerato che tutto aiuta a tenere pulita la colonna d’acqua tenendo cosi in equilibrio l’intero sistema.
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Continua a pag.4







